Capricci del destino
“La morte della Pizia” di Friedrich Dürrenmatt

26 settembre 2024

Giovedì 26 settembre 2024, alle ore 19.00, Marco Manfredi legge La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt. Con Michele Fontana al clarinetto.

«Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come Zeus in persona si fosse giaciuto con loro».

Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo geniale scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Quello che prima sembrava un racconto umoristico, una presa in giro divertente, diventa una riflessione sul destino, su cosa sia la Verità, e se esiste ed è conoscibile, e sul potere della Parola, in grado di plasmare le nostre azioni.

 

L’appuntamento fa parte della rassegna Capricci del destino organizzata dal Gruppo di lettura La stanza di Virginia, in collaborazione con la Biblioteca e con il Patrocinio del Comune di Faenza,

Il costo del biglietto è di 15 euro  e il ricavato andrà ad arricchire, presso la biblioteca, lo scaffale “La stanza di Virginia”, dedicato alla scrittura femminile e femminista.

Per informazioni e prenotazioni: 348 3001442

Ovunque c’è stata devastazione , il racconto ricostituisce una forma, ritesse i fili, ristabilisce collegamenti spezzati. Il racconto è zattera in mezzo al naufragio, arca di Noè dopo il diluvio, tenerezza al posto dell’orrore, voce anziché silenzio, giustizia contro la violenza, ordine nel caos, argine all’oblio.
La vita continua nel tempo del racconto”

Benedetta Tobagi

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