Fondi archivistici2018-10-18T16:37:26+00:00

Fondi archivistici

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I fondi archivistici e documentari della biblioteca Manfrediana costituiscono parte cospicua dei fondi speciali. Si tratta di archivi, raccolte, carteggi e collezioni riguardanti in gran parte famiglie, personaggi e argomenti faentini.

L’archivio Zauli Naldi, pervenuto per lascito con la biblioteca nel 1965 e conservato nelle antiche scansie lignee originali, conserva in 260 buste documenti riguardanti la Famiglia ed altre famiglie faentine e romagnole ad essa legate da vincoli di eredità o parentela (Naldi, Bertoni, Dal Pane, Pasolini, Zauli, Azzurrini, Magnaguti e Rondinini, Calderoni). Fra i documenti conservati, cartacei e membranacei, dal sec. XII alla metà del sec. XX, oltre al materiale di natura più strettamente amministrativa, sono conservate anche le carte appartenute o prodotte dai singoli esponenti delle famiglie, come ad esempio Domenico Zauli (1637-1722), che aveva ricoperto importanti cariche presso il Sant’Uffizio, e Francesco Antonio (1737-1816),che scrisse le “Notizie della vita di Mons. Domenico Zauli” – rimaste inedite -, trattati di gnomonica e lavori dedicati ai calendari. Ma essi non furono gli unici intellettuali della famiglia: l’abate Giacomo Zauli (1707-1784) fu autore di erudite raccolte di memorie cittadine; Domenico Zauli Naldi (1812-1882) fu un antesignano dell’archeologia preistorica in Romagna grazie ad uno studio relativo alla Grotta del re Tiberio di Riolo; Luigi Zauli Naldi (1894-1965), finissimo esteta, fu bibliofilo e intenditore d’arte.

Insieme con l’archivio è pervenuta anche la biblioteca, costituita da circa 17.000 unità bibliografiche, di prevalente interesse (storico letterario, filosofico e religioso).

Inventario

Si tratta dell’archivio della famiglia Naldi detta di Bondiolo, per distinguerla dalle tante ramificazioni che dalla fine del Settecento sono presenti a Faenza. Si dice originaria dell’Ungheria, trapiantata in Italia nel X secolo, all’epoca dell’imperatore Ottone III che avrebbe dato ai suoi componenti il titolo di Cattanei di Vezzano, dalla località in comune di Brisighella. Dalla torre di Vezzano la famiglia si stabilì a Faenza intorno al 1296.

L’archivio contiene atti dal secolo XV al XIX in 60 volumi ed è identificato come manoscritto 318.

La famiglia ha origini che risalgono al secolo XII; i suoi componenti ebbero un ruolo rilevante nella gestione politica della città in quanto parte del consiglio degli anziani per tutto il Settecento, ed in seguito parteciparono attivamente anche alle lotte risorgimentali. La biblioteca conserva un nucleo di documenti compresi tra il XVI ed il XX secolo, pervenuti alla fine dell’Ottecento, contenuti in 12 buste e 6 volumi, identificati come manoscritto 71. Molte delle suddette carte furono cedute dal comune di Faenza all’archivio di Stato di Bologna, il quale a sua volta trasmise al Comune copia di quei documenti; le copie sono rilegate a parte. La maggior parte delle carte è costituita dall’epistolario della famiglia Laderchi, che può essere integrato dal nucleo documentario che si trova presso la sezione dei Archivio di Stato di Faenza.

In biblioteca si conservano alcuni importanti documenti provenienti dall’Archivio storico comunale: gli statuti di Gian Galeazzo del 1410-1413 in copia del secolo XV; un registro di lettere di Galeotto Manfredi (1477-1483, ms. 99); il “Libro rosso” (1497-1765, voll. 2, ms. 74); prima redazione dei “Capitula cum Republica Veneta” (1503 nov. 19, ms. 128); i capitoli del cardinal Francesco Alidosi per Faenza (1510 marzo 10, ms. 122); ed i “Capitoli sopra la grassia” (1650, ms. 296).

Storico e presbitero, già rettore del Seminario di Faenza.

La sua attività di studioso ebbe per oggetto soprattutto la storia locale e l’agiografia, con una particolare attenzione per le origini delle chiese locali e la diffusione del cristianesimo. Nel suo monumentale lavoro di revisione scientifica di miti apologetici e tradizioni non documentate, trovò forti opposizioni negli ambienti ecclesiastici più retrivi, tanto che dovette difendersi più volte dall’accusa di modernismo.

L’archivio personale è costituito da 46 raccoglitori a volume contenentimanoscritti autografi, corrispondenza e ritagli di giornale.

Elenco di consistenza

Ordinato sacerdote nel 1905, dal 1921 assunse l’incarico di coadiutore della parrocchia di San Marco a Faenza. Dal 1925 insegnò storia civile presso il Seminario e presso l’istituto magistrale S. Chiara. Il fondo giunse in biblioteca per sua volontà nel 1980 ed è costituito dalla parte libraria di argomento religioso e politico, interamente catalogato on line, e dall’archivio, del quale risulta ordinata e descritta in forma sommaria solo la serie della corrispondenza, che annovera circa 450 corrispondenti e 4.105 tra lettere, cartoline e biglietti.

Introduzione al fondo

Elenco dei corrispondenti

Fu nominato Direttore della Biblioteca Comunale faentina nel 1920 e si ritirò da tale carica nel 1957.

Riconosciuto come uno degli esponenti di spicco della cultura romagnola, i suoi molteplici interessi si concentrarono sullo studio delle tradizioni popolari, della storia di Faenza, delle signorie e dei personaggi romagnoli come dimostrano 1.116 titoli tra articoli, saggi, relazioni e libri.

Insegnò storia e filosofia al Liceo Classico di Faenza fino al 1926; insegnò storia e filosofia e poi lettere nell’Istituto Magistrale di S. Umiltà dal 1922 al 1945, per assumere poi l’incarico di preside di quest’ultimo istituto fino al 1970.

Fondò la Società Torricelliana nel 1947 e fu presidente della Società di studi romagnoli dal 1954 al 1958; entrò a far parte della Deputazione di storia patria per le province di Romagna nel 1922 e fu socio della Società nazionale per la storia del Risorgimento dal 1921.
La donazione da lui effettuata, pervenuta in biblioteca nel 1987, è composta da 2.821 opuscoli, in parte catalogati on-line, e 44 faldoni di corrispondenza personale.

Introduzione al fondo

Elenco dei corrispondenti

Lamberto Caffarelli fu poeta, musicista e pensatore.

Figlio di Colombo e di Edvige Regoli, nacque a Faenza il 6 agosto 1880 e morì qui il 13 marzo 1963. Dal 1891 al 1896 fu alunno del Seminario faentino e successivamente frequentò la Scuola di musica di Faenza ed il Liceo Musicale di Bologna, dove conseguì, nel 1902, il diploma di maestro in composizione. Fu maestro di cappella della Cattedrale di Faenza dal 1901 al 1921 e direttore della Scuola di Musica di Faenza dal 1921 al 1925.

Nel 1913 partecipò, col Galeotus, al concorso per un’opera lirica bandito dalla Casa Editrice Sonzogno. Alla fine del 1920 usciva il nuovo libretto di tale opera (Galeotus. Poema scenico per musica in 4 azioni,Faenza, Lega, 1920). Seguirono altre notevoli composizioni: il poemetto Kisa Gotamidel 1919, che fu anch’esso musicato; il poema musicale Adonierisalente al 1930 ed il dramma Ikhunaton del 1933. Nel 1922 avvenne l’incontro decisivo con Rudolf Steiner, il fondatore dell’antroposofia, mentre nel 1925 termina e pubblica L’arte nel mondo spirituale (Faenza, Montanari), vero e proprio manifesto dell’estetica antroposofica.

Il fondo di Caffarelli giunse in biblioteca per sua volontà nel 1965 ed è costituito in massima parte dal materiale bibliografico, già catalogato on-line,di argomento teosofico, esoterico, filosofico e di storia delle religioni dei secoli XIX-XX; inoltre insieme ai libri pervenne anche il ricco archivio personale costituito da 88 buste, 22 volumi manoscritti e 480 composizioni musicali autografe, queste ultime catalogate e ricercabili sul catalogo bibliografico on-line.

Introduzione al fondo

Elenco corrispondenti

Inventario analitico dei manoscritti, delle carte personali e degli appunti di studio

Domenico Rambelli è considerato uno dei massimi scultori del Novecento italiano, forse il principale autore monumentale degli anni Venti. Parte del suo archivio, che consta della interessante corrispondenza privata con personalità dell’epoca, di fotografie delle sue opere, di riviste e di ritagli di giornali, ed ovviamente dei suoi disegni, venne depositato in vari momenti al Comune di Faenza ed ufficializzato come donazione nel 1968. Per l’importante corpusdei suoi disegni si veda la voce Stampe, disegni, foto e cartoline all’interno di questa sezione.

Architetto e studioso d’arte, fra le molteplici donazioni che effettuò a favore del comune di Faenza vanno annoverati anche la sua biblioteca personale, costituita da un migliaio di testi di arte e di architettura pubblicati nel XX secolo, ed il suo archivio suddiviso nelle seguenti serie: disegni e progetti, per la ricerca dei quali è possibile utilizzare un catalogo cartaceo a schede e che consiste di 1.740 pezzi autografi di carattere architettonico; serie della corrispondenza che conta36 scatole; infine la serie dei manoscritti, carte personali e materiale di studio, per la quale l’unico strumento di ricerca è una rubrica manoscritta suddivisa per argomenti in ordine alfabetico: si tratta di una sessantina di scatole in corso di riordino, contenenti appunti di studio e di lavoro, note, elenchi, atti di convegni, ritagli di giornale, disegni, progetti, matrici per stampe, fotografie, album, documenti personali e una parte della corrispondenza personale. Per il corpus dei suoi disegni si veda la voce Stampe, disegni, foto e cartoline all’interno di questa sezione.

Introduzione al fondo

Elenco dei corrispondenti

Medico, studioso e uomo di cultura, per tutta la vita si è dedicato alla salvaguardia del patrimonio artistico della nostra regione come ispettore onorario della Soprintendenza ai beni artistici e storici di Bologna. Questo ricchissimo fondo vanta materiale molto eterogeneo, come ad esempio libri, opuscoli, piccole pubblicazioni, articoli, riviste e giornali in maggioranza di argomento artistico, ma anche di medicina e narrativa; inoltre vanta un nutrito schedario (20.648 schede) dattiloscritto riguardante il patrimonio artistico romagnolo, un’ampia fototeca costituita da 10 album di fotografie della seconda metà dell’Ottocento e dei primi del Novecento; a questi album vanno aggiunte 18.749 fotografie (2.500 riguardano la sola pittura trecentesca riminese e di queste esiste un elenco cartaceo) realizzate in massima parte dallo stesso Corbara, 5.620 cartoline e 6.782 negativi fotografici; infine il fondo si completa con la corrispondenza composta da 3.506 pezzi.

Elenco dei corrispondenti