Omaggio a Dante
25 marzo 2021
In occasione delle celebrazioni dantesche del 2021 la Biblioteca Manfrediana presentò nella splendida cornice della Sala del Settecento alcune preziose edizioni dantesche e un cospicuo fondo documentario a testimonianza per il vivo interesse anche nella Città di Faenza per il poeta e per la Divina Commedia nel corso dei secoli, nonché la ricchezza dei fondi custoditi nell’Istituto.
Nel 2021 la pandemia di Covid-19 non consentì l’inaugurazione della mostra e la possibilità di accedere alla Sala dove erano esposte alcune preziose edizioni dantesche e un cospicuo fondo documentario provenienti dalle raccolte della Manfrediana. Fu realizzato un breve video per consentire una visita virtuale alla mostra.
Di seguito i volumi e i documenti esposti:
Qui comincia la vita e costumi dello excellente poeta vulgari Dante alighieri di firenze honore e gloria delidioma fiorentino. Scripto e composto per lo famosissimo homo missier giouani Bocchacio da certaldo … [Venezia], De Spiera vendelin fu il stampatore, 1477
L’esposizione si apre con un incunabolo del 1477 pubblicato a Venezia dal tipografo tedesco Vindelino da Spira (Wendelin von Speyer), uno tra primi a portare l’arte della stampa a caratteri mobili in Italia. L’incunabolo è in carattere gotico, stampato su due colonne. Come consuetudine del periodo lo stampatore ha lasciato lo spazio bianco per le lettere iniziali ornate, qui purtroppo non presenti. Il libro, al pari della maggior parte degli incunaboli, non presenta il frontespizio, ma si apre con il testo di Dante, trascinando direttamente il lettore all’interno dell’opera. Con varie anticipazioni nel Quattrocento il frontespizio, infatti, si svilupperà dall’occhietto, ovvero dal semplice titolo dell’opera stampata nella pagina bianca posta a protezione del volume e si affermerà come elemento essenziale del libro nel corso del Cinquecento. La dipendenza dell’allestimento del libro a stampa dai manoscritti fa sì che solo nel lungo periodo i libri assumano l’aspetto che ci è abituale: l’occhio del lettore e le sue abitudini impongono la continuità nella presentazione della pagina, così come in quella delle legature nella realizzazione delle coperte, di regola ancora un momento separato della confezione del libro. La legatura ottocentesca del nostro esemplare, un’imitazione di legatura più antica, è in pelle con incisioni a secco. Per i fogli di guardia è stata utilizzata la carta marmorizzata.
De la volgare eloquenzia. Giovanni di Boccaccio da Certaldo, ne la vita di Dante. Appresso gia vicino a la sua morte compose un libretto in prosa latina, il quale si intitulò. De vulgari eloquentia; E come che per lo detto libretto apparisca lui havere in animo di distinguerlo, e di terminarlo in quattro libri, o che piu non ne facesse da la morte soprapreso, o che perduti siano li altri, piu non ne appariscono, che i dui primi. (Stampata in Vicenza, per Tolomeo Ianiculo da Bressa, 1529 del mese di Genaro)
L’ esposizione prosegue con una edizione del 1529 stampata a Vicenza dal tipografo bresciano Tolomeo Gianicolo. Caratteristica peculiare di questo libro è l’uso di caratteri greci e romani insieme, in particolare le lettere “e” e “o” minuscole greche al posto delle “e” e “o” latini. Interessante anche la marca tipografica: un vello d’oro su un albero custodito da un serpente, in cornice il motto “TO ZHTOYMENON ALOTON” e le iniziali dello stampatore. A partire dalla fine del Quattrocento, la marca accompagna quasi sempre il frontespizio a testimoniare l’importanza attribuita al marchio di fabbrica, destinata non solo a indicare l’origine del libro, ma anche ad affermarne la qualità. L’incremento del numero degli editori-tipografi estese il problema della differenziazione delle insegne impegnando la fantasia degli interessati e degli incisori. È soprattutto il rinnovato interesse per il mondo classico a chiarire il significato dei motti, oltre alle figure delle marche rinascimentali, derivate spesso da autori antichi. Anche la legatura di questo esemplare risale a fine Ottocento.
Comedia del diuino poeta Danthe Alighieri, con la dotta & leggiadra spositione di Christophoro Landino con somma diligentia & accuratissimo studio nuouamente corretta, & emendata: da infiniti errori purgata, ac etiandio di vtilissime postille ornata. Aggiuntaui di nuouo vna copiosissima tauola … In Vinegia, ad instantia di m. Gioanni Giolitto da Trino, 1536 (In Vineggia, per m. Bernardino Stagnino, 1536)
Del 1536 e sempre veneziana è una edizione illustrata della Divina Commedia, commentata da Cristoforo Landino, uno dei più famosi commentatori umanisti di Dante. Venezia fu uno dei centri più importanti dell’editoria del Cinquecento: nella città lagunare (al tempo solo Parigi, Venezia e Napoli superavano i 150 mila abitanti) si stamparono la metà dei libri pubblicati nell’intera Europa. Se l’arte della stampa fu messa a punto in Germania, a Venezia trovò il terreno per svilupparsi a pieno. Nella città adriatica erano presenti contemporaneamente tre condizioni indispensabili: i capitali, accumulati dai ricchissimi mercanti, le linee commerciali, i libri che viaggiavano nelle stesse navi che portavano le spezie.
La *comedia di Dante Aligieri [!] con la noua espositione di Alessandro Vellutello (Impressa in Vinegia, per Francesco Marcolini ad instantia di Alessandro Vellutello, del mese di gugno [!] 1544)
Un’altra pubblicazione è la celebre edizione della Divina Commedia stampata nel 1544 a Venezia dallo stampatore forlivese Francesco Marcolini con il commento di Alessandro Vellutello. Il volume è adornato da 87 xilografie, incise – pare – dal tedesco Giovanni Britto, su indicazioni dello stesso Marcolini. Queste tavole, definite come le «prime illustrazioni moderne della “Commedia”», continuarono a circolare anche in successive edizioni dantesche, sino al 1696. L’esemplare presenta anche una ulteriore particolarità: si tratta infatti di una variante a stampa della tiratura originale che aveva omessi, per errore, i versi 64, 66 e 66 del secondo canto del Purgatorio: a carta 7Vr viene integrata nella forma, a piè di pagina, una terzina (Dianzi uenimmo inanzi a uoi un poco / per altra uia che fu si aspra et forte che lo salir homai, ne parra gioco). Nello specchio di stampa l’inserimento della terzina appare evidente per la sua diversità rispetto al resto del testo.
Dante con nuoue, et vtili ispositioni. Aggiuntoui di più vna tauola di tutti i vocaboli più degni d’osseruatione, che a i luoghi loro sono dichiarati. In Lyone, appresso Guglielmo Rouillio, 1552
Fra gli esemplari esposti non poteva mancare una Divina Commedia in formato 16°, uno dei formati più piccoli dei libri antichi. Le ridotte dimensioni consentivano al libro di essere portato in tasca e letto ovunque. L’edizione è di pregevole fattura, con pagine ariose e piccoli capilettera istoriati. Sul frontespizio la marca tipografica dell’editore: un’aquila frontale ad ali spiegate che sormonta un globo con ai lati due serpenti e il motto: “In virtute et fortuna”. L’esemplare è ricco di note di possesso, che raccontano la sua storia nel corso del tempo: “ad uso di don Antonio Rossi pievano della Pieve di Sant’Andrea 1767” e successivamente: “ad uso del dott. Luigi Antonio Paolozzi”. L’ultima notazione di possesso è quella del professor Emilio Biondi appassionato dantista, che poi donerà i suoi libri alla biblioteca: “Questo volume di proprietà di mio bisnonno dott. Giovanni Alfonso Biondi fu da me dato al canonico teologo Luigi Baldazzi, gli eredi del quale lo vendettero ad un tal Battista Baldini che a me sottoscritto lo rivendeva oggi 11 settembre 1909”. Il libro presenta una bella legatura in pergamena rigida con i tagli colorati di rosso.
La Divina commedia di Dante Alighieri illustrata nei luoghi e nelle persone a cura di Corrado Ricci. Milano, Ulrico Hoepli, 1898
Un salto di 300 anni ci porta a una edizione illustrata della Divina Commedia, a cura di Corrado Ricci, uno dei primi soprintendenti ai beni culturali, edita nel 1898, che illustra i luoghi della Commedia attraverso la fotografia. L’opera, che restituisce il nuovo interesse per Dante nell’Ottocento, comprende anche alcune immagini del circondario faentino.
La passione per Alighieri e per la Divina Commedia a fine ‘800 esula dall’ambiente bibliografico per approdare a supporti singolari, come le scatole di fiammiferi. La Manfrediana conserva una collezione di scatole di fiammiferi di quasi 30.000 pezzi raccolti in album tematici. La collezione di figurine di scatole di fiammiferi e materiale pubblicitario del faentino Giuseppe Donati è paragonabile per estensione solo ad altre due collezioni in Italia: quella di Achille Bertarelli al Castello Sforzesco di Milano e quella Panini a Modena.
Relazione del Comitato dantesco faentino per le onoranze a Dante Alighieri nel 6. centenario della sua morte, del segretario Camillo Rivalta. Faenza, E. Dal Pozzo, 1922
Dante e Faenza ; I faentini nella ghiacciaia di Cocito : Tabaldello de’ Zambrosi e Frate Alberico , Camillo Rivalta. Ravenna, Scuola tip. salesiana, [1920?]
Nel 1921, anno della celebrazione dei 600 anni dalla morte di Dante, a Faenza viene costituito il Comitato dantesco per le onoranze a Dante Alighieri. Camillo Rivalta, dantista, è il presidente del comitato e si occupa delle onoranze al poeta con letture e pubblicazioni. Rivalta è anche uno dei primi sostenitori del passaggio di Dante a Faenza, la sua teoria non ha delle basi documentarie ma solo poetiche.
Il saggio di Rivalta è dedicato a “Dante e Faenza” e ai faentini nella ghiacciaia del Cocito: Tebaldello de’ Zambrasi e Frate Alberigo de’ Manfredi. Tebaldello è collocato tra i traditori della Patria citato come “colui che apri Faenza quando si dormia”. Nella notte del 13 novembre 1280 aprì le porte della città alla famiglia bolognese dei Geremei. L’altro personaggio noto anche nei proverbi è Frate Alberico o Alberigo. Fra’ Alberigo de’ Manfredi è cacciato da Dante nella Tolomea, ossia tra i traditori degli ospiti. Il l 2 maggio 1265 invitò nella villa di campagna due suoi parenti con i quali era in discordia e li fece uccidere ad un segnale convenuto “portate la frutta”.
Ossa di Dante dal Fondo Emilio Biondi
Oltre al materiale a stampa la Biblioteca conserva anche documentazione manoscritta proveniente dall’archivio personale del professore bagnacavallese Emilio Biondi, studioso di letteratura. Il suo fondo, oltre ad alcune edizioni dantesche, conserva un fascicolo con i suoi appunti sul Poeta in Romagna e sulla ricognizione delle “Ossa di Dante” avvenuta nell’ottobre del 1921 a Ravenna. Interessanti anche gli articoli di carattere locale frutto di una collezione proseguita dal 1911 fino al 1941.
AMOR, CH’A NULLO AMATO AMAR PERDONA
Potremmo intitolare così questo singolare album con una ventina di cartoline a tema dantesco, realizzate dalla ditta E. Sborgi di Firenze in occasione dei 600 anni dalla morte di Dante Alighieri. Le cartoline fanno parte di un carteggio amoroso intessuto da un ufficiale militare di stanza presso la caserma di Modena e una nobildonna originaria di Padova, fra il 1916 e il 1922, anno in cui convolarono a nozze.
Nella esposizione non poteva mancare uno dei volumi contenenti le illustrazioni a colori di Salvador Dalì, commissionate dal governo italiano in vista del 700 anniversario della nascita di Dante.
L’esposizione si conclude con un’acquaforte incisa da Raffaello Morghen, maestro incisore a Firenze presso l’Accademia di Belle Arti e vissuto a cavallo tra ‘700 e ‘800, su disegno di S. Toffanelli, ritratto risalente alla prima metà dell’ottocento.
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![Alighieri, Dante <i>Qui comincia la vita e costumi … </i> [Venezia] : De Spiera vendelin fu il stampatore, 1477](https://www.manfrediana.it/wp-content/uploads/2026/01/1Manfrediana_Inc_103_carta_a_2r-1000322.jpg)





![Alighieri, Dante <i>La Comedia</i> (Impressa in Vinegia : per Francesco Marcolini ad instantia di Alessandro Vellutello, del mese di gugno [!] 1544)](https://www.manfrediana.it/wp-content/uploads/2026/02/Cinq._1_2_3_inv.461-1.jpg)
![Alighieri, Dante <i>La Comedia</i> (Impressa in Vinegia : per Francesco Marcolini ad instantia di Alessandro Vellutello, del mese di gugno [!] 1544)](https://www.manfrediana.it/wp-content/uploads/2026/02/Cinq._1_2_3_inv.461-2.jpg)










