Da quel 1996 in cui fu insignita del Premio Nobel per la letteratura, Wislawa Szymborska – che Iosif Brodskij considerava una delle grandi voci poetiche attuali – è diventata un autore di culto anche in Italia. Grazie a una impavida sicurezza di tocco, la Szymborska sa infatti affrontare temi proibiti perché troppo battuti – l’amore, la morte e la vita in genere, anche e soprattutto nelle sue manifestazioni più irrilevanti – e trasformarli in versi di colloquiale naturalezza e (ingannevole) semplicità.