Tre racconti, con personaggi e voci diverse. Nel 1864, subito dopo l’Unità d’Italia, Amalia Spada cresce tra i calanchi lucani in una comunità matriarcale, lei che madre non è, in un rifugio per ragazze selvatiche e uomini dalla forza mozzata, creature diseredate e ribelli in cerca di una nuova vita.
Nella secondo, ambientato a Roma nel 1951, una giovane antropologa di nome Ada entra a far parte di una spedizione verso il Sud, nella Basilicata. Nell’ultimo, cento anni più tardi, la Lucania è diventata la base per la colonizzazione della Luna: da qui partono le navicelle dell’Agenzia Spaziale Mediterranea dirette al Mondo Nuovo. In questo insediamento “astrocapitalista”, si trova A, una donna. Nel suo presente, la voglia di conciliarsi con l’idea della fine.