Negli ultimi dieci anni il femminismo è tornato a essere un fenomeno di massa, colorando di rosa i simboli dell’emancipazione femminile. Spesso però questo colore nasconde operazioni opache. Un femminismo addomesticato, affine agli interessi di politici e aziende, è davvero femminismo o è una strategia del capitalismo?  Brand di abbigliamento producono magliette con frasi inneggianti al girl power. Pagine social e piattaforme digitali alternano post o storie motivazionali a inserzioni pubblicitarie. Fioriscono i corsi sull’ empowerment, sulla valorizzazione femminile, su come rendere più women friendly il proprio business. Inoltre l’ossessione recente per le celebrity femministe promuove l’idea che un certo tipo di femminismo sia da mettere in soffitta per fare spazio a uno nuovo, egemonico, che nasconde sotto il tappeto i pensieri più radicali e si fa portatore di valori positivi, anche se profondamente contraddittori.