Museo del Risorgimento2018-10-24T13:35:55+00:00

Museo del Risorgimento
e dell’Età Contemporanea


Palazzo Laderchi

Corso Garibaldi n.2
48018 Faenza RA
ITALIA

Tel.: +39 0546 691667

Ingresso gratuito
10.00 – 12.00 e 15.00 – 19.00 sabato e domenica

Visite su prenotazione
Tel. +39 320 4325250
museo.risorgimento@comune.faenza.ra.it

IL MUSEO

Alla fine dell’Ottocento due grandi esposizioni mettono in luce l’entusiasmo patriottico degli italiani legato al periodo Risorgimentale: la Mostra del Risorgimento Nazionale a Torino del 1884 e l'”Esposizione delle Province dell’Emilia” di Bologna nel 1888, nella quale furono esposti alcuni documenti faentini. Tuttavia Faenza dovrà aspettare l’Esposizione di Ravenna per avere una prima raccolta pubblica di documenti e oggetti relativi al Risorgimento. Il grande successo dell’Esposizione Regionale Romagnola porta infatti i faentini a desiderare che i propri cimeli siano esposti anche a nella città manfreda. La richiesta ufficiale parte della Società del risveglio Cittadino, con una lettera al Commissario del Comune datata 3 luglio 1904, a cui segue una risposta affermativa due giorni dopo. All’inizio l’esposizione prende forma nella Sala del Sole, attuale Sala Rossa. Successivamente viene spostata in una sala della Pinacoteca, con alcune nuove donazioni di privati. Nel 1915, per volere di Achille Calzi , direttore della Pinacoteca, alla raccolta si aggiungono anche documenti e reperti della Grande Guerra appena cominciata, che verranno esposti solo nel 1921. Finita l’esposizione si chiede che il materiale venga custodito in Biblioteca, dal momento che la Pinacoteca è troppo piccola, e il materiale viene perciò affidato al prof. Piero Zama, che inaugura il Museo nel 1929. Dopo un periodo di chiusura negli anni ’60 il Museo riapre al pubblico. Alla collezione si aggiungono testimonianze e documenti sulla lotta di Liberazione, che porteranno alla modifica del nome in Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea.

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Dal 2009, dopo un lungo periodo di chiusura, il Museo è allestito nel piano nobile di Palazzo Laderchi, la cui galleria e il Salone delle Feste furono affrescati da Felice Giani.

Il Museo segue un percorso articolato in sei aree tematico-cronologiche che vanno dalla presenza napoleonica a Faenza, agli eroi dell’Unità Nazionale, alla Prima Guerra Mondiale, con una visione privilegiata rivolta agli avvenimenti e ai protagonisti locali.

Dedicato alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale e documentario del periodo, il Museo organizza visite guidate e percorsi didattico-formativi, diversificati a seconda della fascia scolare e degli interessi specifici, finalizzati a documentare il rapporto fra la città di Faenza e la storia italiana degli ultimi due secoli. 

Alle scuole viene offerta la possibilità di una visita tematica ulteriore, dedicata ai principali eventi bellici.

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PALAZZO LADERCHI

I Laderchi vennero ad abitare a Faenza all’inizio del XV secolo e il fondatore della casata viene considerato Giacomo figlio di Francesco, personaggio che raggiunse il maggiore grado di ricchezza. All’inizio mercanti, si avvicinarono poi alle arti liberali, ottenendo incarichi nella cosa pubblica e nella Chiesa. All’angolo dell’antica via degli Angeli e di via S.Francesco (c.so Garibaldi) esisteva l’antichissima chiesa di Santa Maria Guidonis, in seguito dedicata a S. Biagio. Un ramo collaterale dei Laderchi possedeva, confinante con la chiesa lungo via Garibaldi, una casa che fu ereditata dal c.te Ludovico alla morte, senza prole, dello zio Pietro Felice nel 1756. Questi iniziò la costruzione intorno al 1780 di un magnifico palazzo, occupando lo spazio dell’antico S. Biagio. Oltre la residenza della nobile famiglia, la costruzione aveva anche lo scopo di ospitare un circolo nobiliare detto il Botteghino dei Nobili per riunioni e feste. Il palazzo venne rimodernato a opera dell’architetto Francesco Tadolini, mentre il decoro dell galleria, il Salone delle Feste, venne affidato al bolognese Felice Giani, che cominciò a lavorare nel 1794, come riportato nella scritta presente nella finta porta del Salone. Il Palazzo venne poi venduto al Conte Francesco Zauli-Naldi, dopo la morte del conte Francesco. Alla morte della moglie, senza eredi, il palazzo fu ceduto alla famiglia Zacchia. Venne infine acquistato dal Comune che ne fece sede della Sottoprefettura e degli Uffici Governativi, tra cui anche la Questura. Il 28 ottobre 1933 venne inaugurata a Palazzo Laderchi la nuova sede della Casa del Fascio e del circolo Littorio alla presenza dell’On. Lojacono. Nel suo discorso l’Onorevole ha asserito che per i lavori di ristrutturazione il Partito Fascista faentino ha pagato lire 120.000. A causa del passaggio del fronte, la Casa del Fascio venne poi trasferita nei pressi di Castel Raniero con i bombardamenti del maggio 1944. Dopo l’ultima guerra diventò sede delle truppe Alleate, poi ad uso scolastico ed ebbe ingenti danni. Il recupero e i restauri cominciarono quando venne destinato a sede di Associazioni culturali.