A, B, C

Il primo giorno di scuola, il maestro ha appoggiato sulla cattedra una scatola di legno. Poi ha sollevato il coperchio, ci ha guardato dentro, e una dopo l’altra ha cominciato a tirare fuori le lettere dell’alfabeto. Erano pezzi di legno colorati, ciascuno con una sua forma. Senza respirare, abbiamo lasciato i banchi e siamo scivolati verso di lui, come limature di ferro richiamate dalla calamita. In pochi minuti eravamo raccolti intorno alla cattedra. Quando ha estratto l’ultima lettera – era la G e il maestro l’ha lasciata insieme alle altre sulla fòrmica del tavolo – ci ha chiesto di fare silenzio. Quindi ha spiegato che lettere dell’alfabeto sono ventuno. Possono sembrare poche, ha detto, ma con queste lettere, d’ora in poi dovrete fare tutto. Con ventuno lettere – ha detto prendendole tutte nelle mani e poi passandole sotto i nostri nasi – si può costruire  distruggere il mondo, nascere e morire, amare, soffrire, minacciare, aiutare, chiedere, ordinare, supplicare, consolare, ridere, domandare, vendicarsi, accarezzare.

Andrea Bajani, La vita non è in ordine alfabetico

Ugo Cornia
La vita in ordine alfabetico
La nave di Teseo, 2021

Per molto tempo, senza mai scriverne neanche una riga, ho avuto questa idea di fare una specie di Dizionario ragionato della mia vita, anche per vedere quale “mia vita” ne sarebbe saltata fuori. Ma era un’idea che mi attraversava velocemente la testa mentre facevo qualcos’altro, poi spariva. […] Il sabato prima che in Emilia chiudessero le scuole causa covid, io ero in cucina a Guzzano col computer davanti, avevo scritto Dizionario della mia vita perché non volevo perdere di nuovo questa frase ch ogni tano mi attraversava la testa, poi mi ero messo a scrivere una lista tipo: cravatte di mio padre, blatte tedesche, cimici.

in biblioteca

Andrea Bajani
La vita non è in ordine alfabetico 
Einaudi, 2014

Il giorno in cui il maestro insegna ai bambini l’alfabeto è la fine e l’inizio di un mondo. La fine di un mondo in cui le cose succedevano e basta, e l’inizio di uno in cui possono essere messe in fila indiana in forma di parole. La vita intera passa attraverso le molteplici combinazioni di quelle ventuno lettere: sorprese, delusioni, imprevisti, nascita e crescita, persino la morte. Trentotto storie brevi, trascinanti e poetiche, piene di profonda leggerezza. Ciascuna di loro, una parola. Ciascuna di loro, il mondo.

ebook

Michel Faber
D (Una storia di due mondi)
La nave di Teseo, 2021

La lettera D sparisce improvvisamente una mattina, mentre Dhikilo sta facendo colazione con i suoi genitori. Svanisce prima dalla conversazione a tavola, poi dai cartelli stradali lungo la via per la scuola, e infine dalle chiacchiere con i compagni. Ben presto anche il dentista del paese e il dalmata del vicino scompaiono nel nulla, e persino l’annuale derby degli asini viene annullato. Senza sapere il perché, Dhikilo viene convocata a casa del suo vecchio insegnante di storia, il professor Dodderfield, che è cieco e vive solo, in compagnia del fedele cane guida Nelly Robinson. E da qui ha inizio l’avventura.

in biblioteca

Georges Perec
La scomparsa
Guida, 1995

Un romanzo dalla trama complicata, con un protagonista, Anton Vokal, che sogna la scomparsa da una biblioteca del quinto volume di un’opera di ventisei e che finisce per scomparire anche lui.
Un romanzo ma anche un gioco, quello del lipogramma, tutto il libro è stato scritto senza utilizzare la lettera e. E, infine, una sfida per il traduttore che nella versione italiana, proprio come nell’originale francese, non ha mai utilizzato la e, la lettera scomparsa.

in biblioteca

Goffredo Parise
Sillabari
Mondadori, 1984

Dodici anni fa giurai a me stesso, preso dalla mano della poesia , di scrivere tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa. Ma alla lettera S, nonostante i programmi, la poesia mi ha abbandonato. E a questa lettera ho dovuto fermarmi. La poesia va e viene, vive e muore quando vuole lei, non quando vogliamo noi e non ha discendenti. Mi dispiace ma è così. Un poco come la vita, soprattutto come l’amore.

in biblioteca

audiolibro

Nathaniel Hawthorne
La lettera scarlatta
Gruppo editoriale L’espresso, 2004

Ma il particolare che attirò tutti gli occhi, trasfigurando, per così dire, colei che lo recava sulla persona, talché uomini e donne a cui Hester Prynne era ben conosciuta, ne rimasero colpiti come se la mirassero per la prima volta, fu la LETTERA SCARLATTA così bizzarramente ricamata e splendente sul suo seno. Essa operava come una malia, alienandola dai rapporti consueti col prossimo e confinandola in una sfera a sé stante.

in biblioteca

Jean-Paul Sartre
La nausea
Einaudi, 2014

D’un tratto mi tornano in mente i nomi degli autori delle opere ch’egli ha consultato ultimamente: Lambert, Langlois, Larbalétrier, Lastex, Lavergne. È un lampo: ho compreso il metodo dell’Autodidatta: egli si istruisce per ordine alfabetico.
Lo contemplo con una specie di ammirazione. Quale volontà gli è necessaria per realizzare lentamente, un piano di così vasta portata?

in biblioteca

Jeanette Winterson
Perché essere felice quando puoi essere normale?
Mondadori, 2012

La biblioteca comunale di Accrington, un biblioteca molto ben fornita, aveva sede in un edificio di pietra ed era stata costruita in un’epoca che spronava al miglioramento personale e al progresso. […] La biblioteca ospitava tutti i classici della letteratura inglese, e qualche testo inaspettato come i libri di Gertrude Stein. Non avevo idea di cosa leggere, né da dove cominciare, così decisi di procedere in ordine alfabetico. Grazie a Dio, lei di cognome faceva Austen…

ebook

Juan José Millás
L’ordine alfabetico 
Il Saggiatore, 2001

Durante una malattia, un bambino di nome Julio scopre l’esistenza di una realtà parallela a quella grigia e banale cui è abituato. In questa realtà le persone e le cose sono diverse: lui stesso, di norma timido, è più spigliato e intraprendente. Ma un bel giorno iniziano a succedere cose strane: tutti i libri volano via e la gente non riesce più a pronunciare alcune parole con la conseguente sparizione degli oggetti che queste denominano. Poi sono le lettere dell’alfabeto a sparire, con conseguenze molto bizzarre. Ma alla fine si ristabilisce

in biblioteca

Sue Grafton
L’alfabeto del crimine
Tea, 1982 – 2017

A come Alibi, B come Bugiardo, C come Cadavere. Sue Grafton è diventata famosa con la serie L’alfabeto del crimine, romanzi polizieschi ambientati a Santa Teresa, immaginaria città della California. protagonista è l’investigatrice privata Kinsey Millhon. Il primo romanzo, A come Alibi, è stato pubblicato nel 1982 e l’ultimo, Y is for Yesterday, nel 2017, anno della morte di Sue Grafton. Il volume conclusivo della serie, Z is for Zero, preannunciato dall’autrice, non è mai stato scritto.

in biblioteca

Ferenc Karinthy
Epepe
Adelphi, 2015

Immaginate di finire, per un beffardo disguido, in una labirintica città di cui ignorate nome e posizione geografica, dove si agita giorno e notte una folla oceanica, anonima e minacciosa. Immaginate di ritrovarvi senza documenti, senza denaro e punti di riferimento. Immaginate che gli abitanti di questa sterminata metropoli parlino una lingua impenetrabile, con un alfabeto vagamente simile alle rune gotiche e ai caratteri cuneiformi dei Sumeri – e immaginate che nessuno comprenda né la vostra né le lingue più diffuse.

in biblioteca

Claudio Pavese
Munari, Einaudi e l’abecedario fantasma
Luni, 2021

Il libro racconta le complesse e non del tutto chiare vicende editoriali di un Abecedario di Munari pubblicato da Einaudi nel 1942 e quasi immediatamente sparito dalla circolazione, si dice che ne esistano in tutto una dozzina di copie. Di formato quadrato, ad ogni lettera erano dedicate due pagine, quella a sinistra con la lettera nelle varianti maiuscola e minuscola, tonda e corsiva; quella a destra con la lettera accompagnata da due disegni.
Alla lettera H è riportato il disegno di un soldato hitleriano. “Un errore allora, un orrore oggi”

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Paolo Albani, Berlinghiero Buonarroti
Aga magéra difúra. Dizionario delle lingue immaginarie
Zanichelli, 2011

“Aga magéra difúra” sono le parole del primo verso di una poesia scritta in una lingua inesistente che a un personaggio di un racconto di Tommaso Landolfi viene, invece, spacciata per persiano. Questo dizionario è uno studio sulle lingue immaginarie, un viaggio avventuroso nel mondo fantastico dell’ invenzione linguistica: per lingua immaginaria si intende infatti una lingua artificiale, creata a tavolino da una o più persone. La ricerca spazia, senza alcun limite storico o geografico, nei campi più eterogenei (letteratura, teatro, cinema, musica, pittura, pubblicità, fumetti, televisione, linguaggi di programmazione) delineando itinerari che percorrono tutte le manifestazioni, dalle origini alle più recenti espressioni, dell’inventività linguistica.

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Tommaso Landolfi
Dialogo dei massimi sistemi, in Opere 1
Rizzoli, 1991

Il protagonista – indicato semplicemente come signor Y – discute sul valore estetico di alcune poesie scritte in una lingua inventata, che solo lui (ma forse neanche) può capire. Il signor Y ha appreso da un capitano inglese il «persiano» con cui scrive tre componimenti. In seguito, però, scopre che la lingua imparata non è il «persiano», e nemmeno «lo jakuto o una lingua haino o l’ottentotto», ma una lingua che non esiste. Non sapendo come interpretare le sue poesie, il signor Y si rivolge a un grande critico, «uno di quegli uomini per i quali l’estetica non ha segreti e sulle spalle dei quali riposa in pace la vita spirituale».

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Agota Kristof
L’analfabeta. Racconto autobiografico
Casagrande, 2005

Undici racconti che compongono la storia autobiografica di Aguta. Dall’infanzia in Ungheria passata a divorare libri, allo status di profuga, non appartenente a nessuna nazione, a nessuna lingua. Poi la fuga e l’arrivo in Svizzera da analfabeta, privata della propria lingua di origine e senza ancora conoscerne una nuova.
Questa lingua, il francese, non l’ho scelta io. Mi è stata imposta dal caso, dalle circostanze. So che non riuscirò mai a scrivere come scrivono gli scrittori francesi di nascita. Ma scriverò come meglio potrò. È una sfida. La sfida di un’analfabeta”

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