Tra le prime scoperte fatte grazie ai lavori di inventariazione dell’archivio Zauli Naldi conservato presso la Biblioteca Manfrediana, vi è il documento più antico di questo grande tesoro.
Si tratta di un atto notarile su pergamena redatto il 5 aprile 1169, con cui Beniamino, arciprete della chiesa cattedrale di San Pietro di Faenza, concede in affitto a lungo termine (60 anni) tre appezzamenti di terreno a un certo Bambo.

In realtà questo documento, come molti altri fra i più antichi, proviene dalle raccolte della famiglia faentina Azzurrini, cui appartenne anche quel Bernardino Azzurrini che col suo Liber Rubeus e altre opere ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza della storia di Faenza.
Per oltre due secoli molti membri di questa famiglia rivestirono ruoli di rilievo nella vita della città e raccolsero documenti in pergamena provenienti dagli archivi del Comune, della Cattedrale e del monastero di Santa Maria foris Portam.
 Quelle raccolte si dispersero poi per varie vie (nel 1638 una prima parte venne portata a Roma per richiesta papale e oggi è nell’Archivio Apostolico Vaticano; nel XVIII secolo una seconda parte fu ceduta al Comune di Faenza e oggi è presso la Sezione di Archivio di Stato), ma ora si è dimostrato che una terza parte non uscì mai dall’archivio della famiglia ed è conservata presso la nostra Biblioteca