Il romanzo e il racconto si possono paragonare analogicamente al cinema e alla fotografia, nel senso che un film è innanzitutto un «ordine aperto», romanzesco, mentre una fotografia riuscita presuppone una rigorosa limitazione previa, imposta in parte dal campo ridotto che l’obbiettivo comprende e inoltre dal modo in cui il fotografo utilizza esteticamente tale limitazione. […] il fotografo o lo scrittore di racconti si vedono obbligati a scegliere e a circoscrivere un’immagine o un avvenimento che siano «significativi», che non valgano solamente per se stessi, ma che siano capaci di agire sullo spettatore o sul lettore come una specie di «apertura», di fermento che proietti l’intelligenza e la sensibilità verso qualcosa che va molto oltre l’aneddoto visivo o letterario contenuti nella foto o nel racconto.

Julio Cortázar, Alcuni aspetti del racconto, in Bestiario, Einaudi 1974

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Austerlitz

Winfried G. Sebald
Austerlitz
Adelphi, 2002

Nel lavoro di fotografo, ogni volta mi ha incantato il momento in cui sulla carta impressionata si vedono emergere, per così dire dal nulla, le ombre della realtà, proprio come i ricordi, disse Austerlitz, che affiorano anch’essi in noi dal cuore della notte e, per colui che li vuole trattenere, tornano rapidamente a oscurarsi in modo non diverso da una stampa fotografica lasciata troppo a lungo nel bagno di sviluppo.

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Alice Munro
La vita delle ragazze e delle donne
Einaudi, 2018

Nel libro non aveva nome. Era chiamato costantemente il fotografo. Girava per le campagne con una macchina alta e squadrata ricoperta da un panno nero svolazzante. Le fotografie che faceva risultavano insolite, persino intimorenti. La gente si vedeva, nelle fotografie, come avessero venti, trent’anni di più. Le persone di mezza età scorgevano nei propri lineamenti la terribile, crescente, inevitabile somiglianza con i loro genitori morti; ragazzine e giovanotti freschi di età mostravano le facce sparute, ottuse e stupide che avrebbero auto a cinquant’anni.

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Patrick Modiano
Dora Bruder
Guanda, 1998

Fotografie come ce ne sono in tutte le famiglie. Per il tempo dello scatto quelle persone si sentivano protette per pochi secondi, e quei secondi sono diventati un’eternità.
Ci si chiede perché la folgore abbia colpito loro e non altri.

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Michael Ondaatje
Buddy Bolden’s blues
Garzanti, 1995

Dieci minuti dopo era chino sul lavello accanto a Bellocq e osservava la carta ondeggiare nella bacinella dell’acido. Come se la ricerca dell’amico stesse finalmente arrivando a una conclusione. … Osservarono il loro sorridente amico venire a galla sul foglio, quell’amico che nella realtà aveva rovesciato il processo ed era svanito nel bianco, che in questa lastra difettosa sembrava essersi già mezzo tirato indietro con un sorriso che forse era la sua folle dignità.

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Jack Finney
Indietro nel tempo
Marcos y Marcos, 2004

Conoscevo Julia da pochi giorni, ma quando si fa il ritratto a una persona, si finisce per conoscerla meglio che dopo settimane di incontri occasionali. Io non ho il talento di Whistler, o di Sargent, ma per fare il ritratto a una persona occorre osservarla meglio di quanto non faccia la macchina fotografica.

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Henry James
Gli amici degli amici
Franco Maria Ricci, 1980

Ma l’affinità più grande, oggetto di stupore e di chiacchiere, era una curiosa perversione che avevano entrambi, quella di non voler essere fotografati. Erano, a quanto si diceva, gli unici a non essere stati “presi” neppure una volta e che erano appassionatamente contare ad esserlo. Essi molto semplicemente, qualunque cosa venisse loro detta, non si sarebbero mai lasciati fotografare.

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Emmanuel Carrère
I Baffi
Adelphi, 2020

“Senti,” disse “avremo pure delle foto da qualche parte. Quelle di Giava, per esempio”.
Si alzò dal letto e rovistò nel cassetto dello scrittoio, da cui estrasse un mazzo di foto delle ultime vacanze. Figuravano entrambi su gran parte degli scatti.
“Allora?” disse porgendogliene una.
Lei diede un’occhiata, alzò gli occhi verso di lui, gliela restituì. La guardò: era proprio lui, con una camicia batik, i capelli appiccicati in fronte dal sudore, sorridente e baffuto.

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Italo Calvino
L’avventura di un fotografo in Gli amori difficili
Mondadori, 1993

Con la primavera, a centinaia di migliaia, i cittadini escono la domenica con l’astuccio a tracolla. E si fotografano. Tornano contenti come cacciatori dal carniere ricolmo, passano i giorni aspettando con dolce ansia di vedere le foto sviluppate (ansia a cui alcuni aggiungono il sottile piacere delle manipolazioni alchimistiche nella stanza oscura, vietata alle intrusioni dei familiari e acre d’acidi all’olfatto), e solo quando hanno le foto sotto gli occhi sembrano prendere tangibile possesso della giornata trascorsa, solo allora quel torrente alpino, quella mossa del bambino col secchiello, quel riflesso di sole sulle gambe della moglie acquistano l’irrevocabilità di ciò che è stato e non può esser più messo in dubbio. Il resto anneghi pure nell’ombra insicura del ricordo.

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Adolfo Bioy Casares
L’invenzione di Morel
Bompiani, 1989

Noi vivremo in quella fotografia per sempre. Immaginatevi un palcoscenico nella quale venisse recitata, integralmente, la nostra vita durante questi sette giorni. Noi stiamo recitando. Tutti i nostri atti sono rimasti registrati.

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Julian Barnes
Livelli di vita
Einaudi, 2013

Perciò quel ricordo, ormai condannato alla prima persona singolare, si modifica. Più che il ricordo di un fatto, diventa il ricordo della fotografia di un fatto. E oggi come oggi – in assenza di altezza, pressione e messa a fuoco – non siamo più convinti di poterci fidare della fotografia come un tempo. Quelle vecchie istantanee di momenti felici hanno finito per sembrarci meno originali, più come fotografie di altre fotografie, che non della vita stessa-

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Annie Ernaux
Il posto
L’orma, 2014

Ad ogni modo era la domenica che si cevano le foto, c’era più tempo ed eravamo vestiti meglio. Io sono al suo fianco, vestitino a balze, le braccia tese sul manubrio della mia prima bicicletta, un piede per terra. Ha un braccio ciondoloni, l’altra mano sulla cintura. Sullo sfondo, la porta aperta del bar, i fiori sul davanzale della finestra, la targa con la licenza dell’osteria. Ci si fa fotografare con ciò che si è orgogliosi di possedere, il negozio, la bicicletta, più tardi la Renault 4, sul tetto della quale appoggia una mano facendo sollevare troppo la giacca. Non ride in nessuna foto.

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Antonio Tabucchi
Il filo dell’orizzonte
Feltrinelli, 1991

Ha stampato l’intera fotografia lasciando acceso l’ingranditore per qualche secondo più del necessario perché la foto a contatto era troppo esposta. Nella vasca del reagente i contorni sembrava stentassero a delinearsi, come se un reale lontano e trascorso, irrevocabile, fosse riluttante a essere resuscitato, si opponesse alla profanazione di occhi curiosi ed estranei, al risveglio in un contesto che non gli apparteneva.

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I sogni segreti di Walter Mitty
un film di Ben Stiller

Walter Mitty lavora da una vita per Life, è l’archivista dei negativi e quindi del tesoro fotografico della rivista. Quando arriva la notizia della chiusura della versione cartacea a favore di quella online si pone il problema della copertina dell’ultimo numero. C’è una foto che il più grande fotografo del mondo ha inviato alla rivista definendola come “perfetta” ma nessuno l’ha vista perchè il negativo non si trova. Sarà proprio Walter Mitty, che non è mai uscito dalla sua città e che è più abituato a vivere nei suoi iperbolici sogni che nella realtà, a doversi muovere per andare alla ricerca dell’avventuroso fotografo e del suo negativo in alcuni dei luoghi più incredibili del pianeta.

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One hour photo
un film di Mark Romanek

Sy Parrish è il tecnico di laboratorio di sviluppo e stampa fotografica in uno stand di un centro commerciale. La sua vita si svolge sotto le luci al neon e quando torna a casa è completamente solo. Sente così la necessità di eleggersi una famiglia ideale: gli Yorkin. Di loro, clienti affezionati, conosce tutti i momenti immortalati nella varie fasi della vita. Si sente addirittura lo zio del loro bambino. Ma qualcosa incrina l’idilliaco e immaginario rapporto.

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Flags of our fathers
un film di Clint Eastwood

Ci sono immagini che fanno parte della memoria storica, istantanee che hanno letteralmente fatto le guerre. All’inizio del ’45, ormai sul finire della guerra, sei marines vennero fotografati mentre issavano, sulla cima di una collina dell’isola di Iwo Jima, la bandiera americana. Iwo, territorio vitale e sacro giapponese, fu battaglia cruentissima. Quella fotografia divenne il simbolo dell’azione e del cuore di chi combatteva e ci fu chi disse che quello scatto aveva fatto vincere la guerra contro il Giappone. Dei sei marines, tre morirono nel giorni successivi, gli altri tre furono adottati dalla nazione come eroi e come mito. Si chiamavano Ira Hayes, René Gagnon e Jhon Doc Bradley. Ira era un indiano.
Il film di Eastwood racconta questa storia, come si svolse davvero.

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Il mistero dell’acqua
un film di Kathryn Bigelow

Jean è una fotoreporter incaricata di fotografare, sull’isola di Smuttynose, i luoghi dove, nel 1873, si consumò l’efferato omicidio di due giovani donne.
Suo marito, Thomas, un poeta. Si sono innamorati in virtù della somiglianza tra i loro lavori, entrambi capaci di fermare il tempo, ma sembrano averlo dimenticato. Proprio quando il loro matrimonio si sta ormai arenando, un weekend in barca, sul luogo di un efferato omicidio avvenuto più di un secolo prima, li obbliga a fare i conti con un passato irrisolto e a liberarsi di un peso divenuto insostenibile.

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Bello, onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata
un film di Luigi Zampa

Amedeo, un brav’uomo emigrato in Australia, da molti anni vorrebbe una moglie italiana. Manda in patria un annuncio corredandolo con la foto di un suo amico molto più prestante di lui. Arriva una ragazza giovane e bellissima, che però è una prostituta. L’incontro fra i due promessi non è dei più felici (Amedeo delude la donna con il suo aspetto, ma è a sua volta non poco scioccato dalla scoperta della professione di lei). Tuttavia alla fine i due si metteranno insieme (lui innamoratissimo, lei meno).

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Berbablù
un film di Luisa Pretolani

Nel 1914 in un piccolo paese sulle colline di Romagna, il tempo sembra essersi fermato e la modernità arresa. In un mondo rurale, ancora denso di pratiche rurali pagane, arriva Maria, un’etnologa venuta dalla città con la sua macchina fotografica al collo per documentare una realtà destinata a scomparire.
Anche lei, come tutte le altre donne, non è immune al fascino di Bérbablù, un giovane suonatore di organetto così soprannominato per la facilità con cui le conquista

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La dolce vita
un film di Federico Fellini

Una società sguaiata, che esprime la sua fredda voglia di vivere più esibendosi che godendo realmente la vita, merita fotografi petulanti, i paparazzi. Via Veneto è invasa da questi fotografi. Nel nostro film ce ne sarà uno, compagno indivisibile del protagonista. Fellini ha ben chiaro in testa il personaggio, ne conosce il modello: un reporter d’agenzia.
Ennio Flaiano

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Il favoloso mondo di Amelie
un film di Jean-Pierre Jeunet

Amelie è una giovane cameriera in un caffè di Montmartre con il gusto per i piccoli piaceri della vita. Quando trova casualmente una vecchia scatola di latta piena di ricordi e la restituisce al legittimo proprietario, scopre che la vocazione della sua vita è quella di aiutare gli altri a raggiungere la felicità. Vicini di casa, sconosciuti, colleghe e parenti proveranno, per merito suo, gioie inaspettate. E anche per lei, tra coincidenze e inseguimenti, finalmente arriverà l’amore per un ragazzo che colleziona fototessere.

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Memento
un film di Christopher Nolan

Il protagonista Leonard “Lenny” Shelby, un ex investigatore di una compagnia assicurativa, soffre di perdita di memoria a breve termine e, visto che non riesce a trattenere le informazioni per più di 15 minuti, scatta polaroid e scrive continuamente tutto ciò che succede appuntandolo su dei post-it e sul corpo con dei tatuaggi che lo aiutano a ricordare.
Grazie a questo sistema, sa che due uomini hanno violentato e ucciso la moglie Catherine e che gli hanno provocato il trauma mnemonico colpendolo alla testa; la sua unica preoccupazione è quella di rintracciarli per vendicarsi.

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