Ottanta rose mezz’ora

2019-02-14T13:04:48+00:00

Lo scenario della vicenda è ancora una volta la Romagna. Tutto succede in una cittadina indefinita che potrebbe essere Faenza. Il protagonista maschile è uno scrittore «di fascia medio bassa», vivacchia a comparsate e gettoni di presenza nei festival letterari. Nel romanzo è l’io narrante e non ha neppure un nome proprio perché la vera eroina della storia è Sammi, bella ventottenne che sognava di fare la ballerina ma ha dovuto ricalibrare le aspettative.
Per sfangarla e pagare il mututo è costretta a fare molto altro. A conoscere tanti uomini, a farsi pagare 80 euro per trenta minuti di sesso e, conveniente forfait, 150 per un’ora. Al primo incontro fra Sammi e lo Scrittore c’è nell’aria «un’atmosfera di terrorizzata speranza» e la descrizione raccoglie tutto lo spirito di questa relazione, dolce ma sgangherata. L’amore non è mai prevedibile, tra i due scocca il colpo di fulmine, con stupore si riconoscono e  desiderano.
Il loro incontro sembra magico anche se sono entrambi disillusi, con un curriculum di obiettivi mancati. Sanno che serve coraggio per affrontare la realtà e sperano insieme di farcela. Il sesso è il collante potente nella loro relazione ma è anche un ingrediente pericoloso. Rende vulnerabili, fa esplorare territori estremi e spesso diventa difficile controllare le conseguenze.
Cavina, con uno stile denso, a tratti crudo ma sempre accattivante, ben descrive le emozioni dei suoi protagonisti. Li rende tridimensionali senza mai scadere nel sentimentalismo. Sono prodotti del nostro tempo: del precariato, del divario emotivo fra uomini e donne, della ipocrisia estrema che aiuta a sopravvivere. Ironici e poetici nella bizzarria del loro amore.
(Dalla recensione di Patrizia Violi pubblicata su La lettura del 19 Gennaio 2019)

Cristiano Cavina

Cristiano Cavina nasce a Casola Valsenio nel maggio del 1974 e c’è ancora dentro fino ai capelli: Made in Casola è il marchio in calce ai suoi romanzi e alle sue mail.
Si nutre di storie fin da piccolo, ascoltando i racconti dei vecchi al bar; quando poi scopre i libri, la sua strada è tracciata. Scrive di cose che conosce bene: la sua infanzia in Alla grande (premio Tondelli) e Un’ultima stagione da esordienti; l’epopea di Nonna Cristina in Nel paese di Tolintesàc; la sua storia di figlio senza padre e di padre fuori dagli schemi nei Frutti dimenticati (premio Castiglioncello, premio Vigevano, premio Serantini, Selezione premio Strega); il lavoro nell’immensa cava di gesso alle porte di Casola Valsenio in Scavare una buca; i suoi anni di scuola superiore in Inutile Tentare Imprigionare Sogni.
In La pizza per autodidatti trasmette la sua esperienza di ‘pizzaiolo quando c’è’ nella Pizzeria Il Farro di Casola Valsenio: tra impasti, temperature e ricette, ci svela l’importanza del forno per un narratore come lui.
Pinna Morsicata (premio Laura Orvieto sez. 6-11 anni) è il suo primo romanzo per piccoli, il secondo volume della collana Scarabocchi. Nel 2018 si aggiunge un nuovo scarabocchio, Pepi Mirino e l’invasione dei P.N.G. ostili.
Ottanta rose mezz’ora è il suo ultimo, sconvolgente romanzo.